Guida: Come funziona il (multi?)boot su Vista
Se già avete lavorato in multiboot con altri sistemi di Windows, occorre che comprendiate alcune novità (toh, altre novità di Vista) introdotte nell’ultimo sistema operativo di casa Microsoft
Preciso che il post è abbastanza tecnico, e che pertanto se non ne sapete proprio nulla di sistemi informatici troverete un po’ ostico l’argomento, ma cercherò di essere semplice. Inoltre ogni termine tecnico è linkato alla sua definizione su Wikipedia in italiano, o inglese se in italiano non era presente. Date una scorsa alle definizioni mentre leggete, sarà tutto più chiaro.
Esaminiamo insieme come avviene il boot di Windows, in particolar modo di Vista
Innanzitutto, i precedenti sistemi Windows si basavano su due file, ora resi obsoleti, almeno in parte: Ntldr e Boot.ini. Questi file ora vengono considerati solo in modo secondario se un vecchio sistema Windows è in multiboot con Vista sullo stesso pc.
Il processo di boot ha inizio subito dopo la fase POST (Power-On Self Test) del BIOS, e dopo il POST hardware di ciascun dispositivo presente all’interno del sistema. Ora il BIOS legge il contenuto dell’MBR (Master Boot Record, è il primissimo settore fisico dell’hard disk di boot) e trasferisce il controllo della macchina al codice in esso contenuto.
Windows Vista durante il setup crea la sua versione dell’MBR.
A questo punto l’MBR (precisamente il boot loader o boot manager, un software presente in esso) esamina il settore di boot della partizione di avvio (ogni partizione ha un suo boot sector, ma non è detto che tutte le partizioni siano avviabili).
Nella partizione di Windows Vista, il settore di boot contiene il file Bootmgr.exe, chiamato Windows Boot Manager dalla Microsoft.
Il Windows Boot Manager legge dalla propria partizione un gruppo di dati denominato Boot Configuration Data Store, che come dice il nome contiene le informazioni riguardanti tutti i sistemi operativi installati sul proprio pc. Viene usato per costruire il menu di boot, in poche parole.
A questo punto è l’utente ad interagire, scegliendo dal menù di boot il sistema operativo che desidera avviare. Ed è a questo punto che le cose si diversificano
* Se il sistema selezionato è una edizione di Vista il Windows Boot Manager avvia il file Winload.exe, che si trova dentro la sottodirectory system32 rispetto alla cartella di installazione di Vista stesso.
* Se state facendo un un resume dopo una ibernazione il file è invece Winresume.exe che carica l’ambiente com’era prima dell’ibernazione
* Per versioni di Windows precedenti a Vista, il file usato è Ntldr.exe, denominato Windows Nt-style Legacy OS Loader. Questo sistema, avendo Vista risiede su altra partizione o altro disco fisso. Pertanto verrà letto il suo file boot.ini per proporre un eventuale menù di avvio impostato dentro questo sistema operativo
Tornando a Vista, i primi due file ad essere caricati sono Ntoskrnl.exe e Hal.dll, quindi legge il registro di sistema man mano che serve e inizia il caricamento dei driver.
Subito dopo viene il Windows Session Manager, il cui nome file è un mistero, chissà di cosa è sigla, tramite il file smss.exe, il quale a sua volta esegue la Windows Start-Up Application (il file è Wininit.exe).
Appena eseguito il login da parte dell’utente Wininit avvia due processi: la Local Security Authority (lsass.exe) e il ben più famoso Services (Services.exe).
I servizi avviati a questo punto dipendono da quanto impostato dal sistema e dall’utente tramite l’interfaccia ‘Servizi’ tra gli strumenti di amministrazione del sistema.
Poi ci sono i vari software che si eseguono all’avvio di Windows su direttiva del registro e dell’esecuzione automatica del menù di avvio dell’utente specifico.
[...] i parametri della configurazione di avvio e controlla la modalità di avvio del sistema operativo. Abbiamo parlato ieri del fatto che in precedenza tali parametri erano memorizzati nel file Boot.ini (nei sistemi [...]
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